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Posted by on Mar 31, 2015

Certificatori e manager patentati avanzano le nuove professioni

Certificatori e manager patentati avanzano le nuove professioni

In un mercato sempre più sensibile ai temi dell’efficienza energetica e dell’inquinamento atmosferico, si sono imposte nel mondo del lavoro nuove figure professionali con competenze specifiche. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello degli Ege, esperti in gestione dell’energia, il cui ruolo è destinato ad assumere un’importanza cruciale già nel breve-medio periodo. Secondo quanto prescrive il Decreto 102/2014, a partire dal luglio 2016 saranno loro, previa certificazione da parte di organismi accreditati da Accredia, ad occuparsi delle diagnosi energetiche periodiche obbligatorie nelle grandi imprese e in quelle energivore. Tradotto: non potrà più essere semplicemente un energy manager nominato a svolgere questo compito, ma ci vorrà un professionista certificato secondo la norma Uni Cei 11339. Sulla carta si avrà così certezza che chi si occupa delle strategie energetiche delle imprese sia davvero competente, sia sotto il fronte tecnologico che su quello dei mercati dell’energia. La nuova figura degli Ege, per certi versi, oscura quella dell’energy manager ma di certo non la fa tramontare. Anzi, l’energy manager continuerà a svolgere i compiti che gli competono, tra cui l’individuazione delle azioni e degli interventi per promuovere l’uso razionale dell’energia e la predisposizione dei bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi energetici finali. Un’altra figura professionale legata

al mondo della green economy è quella dei certificatori energetici, ossia i cosiddetti “tecnici abilitati” alla certificazione energetica degli edifici. Per legge, tutte le unità immobiliari devono infatti essere dotate di attestato di certificazione energetica. Il “tecnico abilitato” può operare sia in veste di dipendente di enti o organismi pubblici o di Esco (Energy Service Company) pubbliche o private, accreditate da Accredia, sia come professionista libero o associato. E deve rispondere almeno ad uno dei seguenti requisiti: essere iscritto ai relativi albi professionali e abilitato all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, secondo la legislazione vigente. Nel frattempo, Accredia ha avviato da tempo le attività di accreditamento degli organismi che rilasciano le dichiarazioni di verifica delle emissioni di gas a effetto serra secondo lo schema obbligatorio di Emission Trading (Ets). Schema che la Ue, in applicazione del Protocollo di Kyoto, ha realizzato per rendicontare e ridurre nel tempo le emissioni di impianti relativi a specifici settori produttivi e al di sopra di definite soglie di produzione. Lo schema ha delle evidenti ricadute di natura economica, obbligando le realtà meno virtuose all’acquisto nel “mercato della CO2” dei crediti corrispondenti agli eccessi delle proprie emissioni. Non solo: l’ente unico italiano di accreditamento ha avviato anche nuove attività nell’ambito della Carbon Footprint di Prodotto (Cfp) o impronta climatica, che misura l’impatto complessivo di un prodotto sul riscaldamento globale, in termini di quantità di gas ad effetto serra emessi durante il suo ciclo di vita. Infine, Accredia ha avviato attività di accreditamento, in base allo schema di certificazione proprietario “ReMade in Italy”, per gli organismi che certificano prodotti realizzati in Italia con materiale riciclato. La certificazione a marchio “ReMade in Italy” attesta il contenuto di materiale riciclato impiegato dall’impresa per la realizzazione — che deve avvenire in Italia — dei propri prodotti e la tracciabilità della produzione stessa. Nello specifico, il contenuto di materiale riciclato (materia prima, semilavorato, prodotto finito) deve rappresentare almeno il 10% del peso complessivo del prodotto. La certificazione può riguardare prodotti finiti su cui è apposta la dicitura “Made in Italy”, o prodotti semilavorati il cui processo produttivo prevalente — o almeno l’ultima fase della lavorazione che ne abbia modificato le caratteristiche fisiche, dimensionali, prestazionali o di contenuto — sia avvenuto in Italia. E’ inoltre prevista l’assegnazione al prodotto certificato di una classe di appartenenza sulla base della componente di riciclo (classi A+, A, B e così via). (v.d.c.) Il ruolo degli Ege, esperti in gestione dell’energia, assumerà un’importanza cruciale nel giro di poco.

 

Fonte: Repubblica.it

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