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Posted by on Dic 15, 2012

La Posizione dell’UE

La Posizione dell’UE

La Commissione europea ha ufficializzato oggi la posizione che terrà l’Ue alla 18esima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change(Unfccc) che si terrà a Doha, in Qatar.

Ecco il documento integrale:

La conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà la prossima settimana a Doha si pone l’obiettivo ambizioso di dare attuazione all’accordo dell’anno scorso per migliorare le azioni globali per il clima. L’Unione europea mira a un risultato che tenga conto di tutti gli elementi del pacchetto di decisioni concordate a Durban, nella prospettiva di un nuovo accordo globale sul clima entro il 2015. L’Unione europea ha chiesto alla presidenza del Qatar di avviare un dibattito ministeriale volto a concordare misure concrete per ridurre le emissioni globali prima del 2020. L’Ue ribadisce fermamente quanto concordato a Durban e il suo impegno a partecipare a una seconda fase del protocollo di Kyoto.

L’Ue è ufficialmente il primo fornitore mondiale di assistenza ai paesi emergenti in termini di aiuti allo sviluppo e di finanziamenti legati ai cambiamenti climatici. A Doha l’Ue confermerà, dati alla mano, di essere in linea con la tabella di marcia per l’erogazione dei 7,2 miliardi di euro di finanziamenti rapidi per il clima concordati per il periodo 2010-2012. L’Unione discuterà con i partner in via di sviluppo sul futuro dei principali flussi di finanziamento per il clima dell’Ue nel 2013-2014. Inoltre, l’Ue ribadirà il proprio impegno a fornire la sua parte del finanziamento per il clima di 100 miliardi di dollari annui che i paesi sviluppati destineranno entro il 2020 al sostegno ai paesi in via di sviluppo per la mitigazione delle emissioni e per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, ha dichiarato: “Doha deve ripartire dai progressi raggiunti a Durban e far progredire i lavori preparatori per giungere a un accordo globale sul clima giuridicamente vincolante entro il 2015. Sarà altrettanto importante accordarsi sulle future misure di riduzione delle emissioni intese a mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 °C. L’Ue sta tenendo fede all’impegno di partecipare a una seconda fase del protocollo di Kyoto e di continuare a sostenere con importanti mezzi finanziari le iniziative dei diversi paesi contro i cambiamenti climatici. La conferenza di Doha prenderà spunto dal recente rapporto della Banca mondiale e dal rapporto dell’Unep  sul divario delle emissioni, da cui emerge chiaramente che il mondo sta perdendo tempo prezioso».

Sofoclis Aletraris, Ministro dell’agricoltura, delle risorse naturali e dell’ambiente di Cipro, che è attualmente alla guida della presidenza del Consiglio dell’Ue, ha inoltre precisato: «L’Ue riconosce pienamente l’importanza di aiutare i paesi in via di sviluppo vulnerabili a rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici consentendo loro di adattarvisi. Siamo pronti a discutere con i paesi partner in via di sviluppo delle idee concrete per contrastare le perdite legate ai cambiamenti climatici e i contraccolpi subiti in termini economici e di condizioni di vita. Confidiamo inoltre che il gruppo di lavoro sull’azione cooperativa a lungo termine raggiunga risultati tangibili e che siano reperite sedi adeguate per proseguire il dibattito sulle questioni ancora in sospeso».

La conferenza di Doha si terrà dal 26 novembre al 7 dicembre.

Protocollo di Kyoto

In vista del nuovo accordo globale sul clima l’Ue si è impegnata a partecipare a una seconda fase del protocollo di Kyoto. Per far sì che questa fase possa essere avviata nel 2013, nel quadro della conferenza di Doha si dovrà adottare una modifica ratificabile al protocollo. Ciò è subordinato al raggiungimento di un accordo in merito a diversi aspetti irrisolti, tra cui la durata della seconda fase (l’Ue intende estenderla fino al 2020), la possibilità di riportare le emissioni in eccesso dalla prima e gli accordi che garantiscano l’applicazione immediata della modifica del 1° gennaio 2013.

Finanziamenti per il clima destinati ai paesi in via di sviluppo

Dai primi dati a disposizione emerge che nonostante la crisi economica l’Ue e i suoi Stati membri hanno già erogato 7,14 miliardi di euro nel quadro del loro impegno di finanziamento rapido. Il pagamento residuo è previsto entro fine anno. Il 13 novembre i ministri delle finanze dell’Ue hanno ribadito l’intenzione dell’Ue e dei suoi Stati membri di continuare a fornire finanziamenti in favore del clima anche dopo il 2012. L’Ue rinnova l’impegno su tutta la linea in favore dell’obiettivo di aumentare i finanziamenti per il clima a 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 nel quadro di azioni significative di mitigazione e di un’attuazione trasparente da parte dei paesi in via di sviluppo.

La piattaforma di Durban per un’azione rafforzata

La conferenza di Doha offrirà ai ministri l’occasione di discutere e pianificare per la prima volta le attività da realizzare nel quadro dei due filoni di lavoro della piattaforma di Durban.

Uno dei filoni prevede l’avvio dei lavori per un nuovo accordo sul clima applicabile a tutti i paesi, che dovrebbe essere adottato entro il 2015 ed entrare in vigore nel 2020. L’Ue è in favore di un accordo ambizioso e giuridicamente vincolante.

L’altro filone del mandato della piattaforma è volto a individuare ulteriori misure per ridurre le emissioni globali prima del 2020 al fine di tenere debitamente conto dell’obiettivo di limitare il riscaldamento globale sotto i 2 °C al di sopra della temperatura dell’era preindustriale. L’Ue si sta adoperando affinché i paesi che non si sono ancora impegnati a ridurre o limitare le emissioni entro il 2020 lo facciano ora. L’Unione auspica inoltre che a Doha si compiano progressi in tema di ulteriori iniziative e partenariati per la cooperazione internazionale volte a ridurre ulteriormente le emissioni intervenendo su materie come l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, le sovvenzioni per i combustibili fossili, la deforestazione e il degrado delle foreste, gli inquinanti atmosferici di breve durata e i gas fluorurati, rispetto alle quali la Commissione europea ha recentemente proposto un inasprimento della legislazione dell’Ue.

Gruppo di lavoro sull’azione cooperativa a lungo termine

L’Ue confida nel fatto che questo gruppo di lavoro segni ulteriori progressi, tra l’altro in merito alle modalità di funzionamento del meccanismo di mercato concordato un anno fa, prima della conclusione della conferenza di Doha, mentre le discussioni sui nodi ancora irrisolti potranno continuare in altre sedi.

Fonte: Greenreport.it

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