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Il travagliato cammino della crescita digitale in UE

Il travagliato cammino della crescita digitale in UE

Il settimo pilastro dell’Agenda Digitale Europea si focalizza sui benefici basati sulle opportunità dell’ICT nella società europea. È quindi evidentemente un pilastro che si muove su azioni in continuo divenire proprio perché i modelli di riferimento delle tecnologie ICT applicate ai diversi contesti socio-economici sono soggetti a continua evoluzione. Non è un caso che, su questo tema, elevato è stato l’impatto della revisione effettuata nel 2012 sull’Agenda Digitale Europea, con l’inserimento di tre nuove azioni, tra cui quella diretta a includere le iniziative sulle smart city e sulle smart community. 

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Mexico’s energy reforms to be delayed

Mexico’s energy reforms to be delayed

Political infighting, poorly-drafted laws and an intense workload have delayed Mexico’s groundbreaking energy overhaul, potentially denting investor hopes about the country’s ambitious reform programme that so far has promised more than it has delivered. President Enrique Peña Nieto last year pushed through constitutional changes required to break-up Mexico’s 76-year old energy monopoly, Pemex. But so-called secondary legislation, needed for the reform to take effect, is yet to pass through Congress. The same is true of other initiatives covering telecommunications and electoral reform.

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Exxon, Total and Shell are finally talking about climate change

Exxon, Total and Shell are finally talking about climate change

Some of the most powerful forces of the modern world have this month entered into an engagement that puts international security at stake. “Throughout the 21st century, climate change impacts are projected to slow down economic growth, make poverty more difficult, further erode food security, and prolong existing and create new poverty traps.”  So said the world’s leading authority on climate change, the United NationsIntergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) in its penultimate assessment report on 31 March. 

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Green economy,  lo “spread positivo”

Green economy, lo “spread positivo”

Esiste anche uno spread «positivo»: secondo i dati dell’ultimo rapporto Greenitaly, realizzato da Unioncamere e Symbola, il fatturato estero dell’industria italiana tra ottobre 2008 e giugno 2012 è cresciuto più di quello francese e tedesco. Potrebbe sembrare poca cosa, se paragonato ai desolanti dati su consumi e produzione industriale nazionale, ma tutti gli indicatori confermano: sempre più nel mondo si sceglie il made in Italy. E non solo per enogastronomia e lusso, da sempre molto amati anche oltreconfine. Un esempio? La Cina è il primo mercato del tessile tecnico tricolore: le imprese locali, per centrare gli obiettivi imposti dal piano quinquennale del governo cinese sul risparmio energetico, non hanno altra scelta che acquistare macchinari progettati e assemblati nel Belpaese.

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L’energy storage è un mondo al bivio: “Gli incentivi? Utili ma non in tutti i casi”

L’energy storage è un mondo al bivio: “Gli incentivi? Utili ma non in tutti i casi”

Milano T utto si può dire, ma non che gli operatori del neonato comparto dei sistemi di accumulo di energia siano scontati. Alla domanda: secondo voi, sono assolutamente necessari gli incentivi per far crescere l’industria di settore? La stragrande maggioranza di loro ha risposto: dipende, spiazzando tre settimane fa la platea dell’Energy Storage World Forum (Eswf) di Londra. Solo il 25% ha infatti espresso pieno sostegno nei confronti delle sovvenzioni, considerandole una priorità. A prima vista, una presa di posizione paradossale. Considerato che molte delle tecnologie storage presentate proprio al Forum continuano ad avere costi molto superiori rispetto ai rispettivi benefici.

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Centro per un Futuro Sostenibile Via degli Zingari, 15 - 00184 Roma (tel. +39 06.87570009)